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Il Festival di Paesaggio è andato, il Festival di Paesaggio inizia.

Quella di Durazzano non è una festa ma un progetto, una di quelle azioni dell’uomo che si costruisce su di una visione e non si conclude mai, continua nelle azioni del quotidiano.
Solo questa è la premessa che ha consentito, ad un evento “di paese”, di coinvolgere figure di riferimento assoluto insieme ad università, ordini professionali, fondazioni e associazioni proveniente da ovunque e ottenere l’interesse “concreto” delle istituzioni.

Il Festival di Paesaggio quindi, ricomincia e cambierà di nuovo, lo abbiamo già detto: “nulla migliora se non cambiando” e se la coerenza misura la speranza, a noi serve tanta volontà per continuare a vivere in un paesaggio depresso dall’approssimazione e approssimato nella bellezza.

Non che sia fondamentale riconoscersi nella bellezza, se ancora la scambiamo con la retorica e la viviamo come eccezione, ma resta sempre necessario, invece, vivere conoscendo e scegliere pensando, perché non sono i metri di giudizio che interessano ma l’apertura di nuovi panorami delle scelte, delle nostre scelte.
Quelle che disegnano i nostri luoghi, quelli in cui ci sentiamo belli o brutti, in cui ci vedono belli o brutti. Ed in questi ricominciare, oltre le abitudini, anche a credere possibile una bellezza quotidiana.

Mario Pagliaro – curatore #FdP

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